Ottimo successo per il Festival del Gioco di Modena

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Si è conclusa la dodicesima edizione del Play – Festival del Gioco di cui, nel nostro precedente articolo, abbiamo esposto la tenacia di associazioni che riprovano a ripartire dopo il lungo stop di fiere causa COVID.

La perseveranza ha premiato gli organizzatori dell’evento: la fiera, nei tre giorni di evento, ha sfiorato il tetto dei ventimila accessi.
I visitatori sono arrivati da ogni parte della penisola per giocare e ritornare ad una parvenza di “vita ludica reale”, distribuendosi equamente nei padiglioni a disposizione e ordinatamente ai tavoli per provare (o riprovare) i nuovi giochi presentati durante la fiera.

Un plauso particolare va all’intera organizzazione, impeccabile in ogni aspetto, che ha introdotto regole chiare da seguire, nel rispetto dell’attuale decreto nazionale sulle misure di contenimento anti COVID, e si è adoperata appieno affinché tutti le rispettassero.

E grazie a tutto questo, per tre giorni il quartiere fieristico di Modena è stato riempito da un’atmosfera serena e gioiosa: grazie alla sensibilità dei giocatori e alla macchina allestita da ModenaFiere non si è registrato nessun problema rispetto al rigoroso rispetto delle regole.

Per l’occasione abbiamo incontrato il direttore artistico della manifestazione modenese, Andrea Ligabue, con cui abbiamo scambiato due parole.

Ciao Andrea, grazie per il tuo tempo! E’ stato il festival della “rivincita”: tanti partecipanti da tutta Italia, tanta voglia di riprendere a giocare in compagnia di amici e sconosciuti e tutto all’insegna del divertimento. Raccontaci come hai vissuto tu questi 3 giorni.
Ciao a tutti. L’obiettivo principale era quello di dare un segnale, un segnale forte, al mondo del gioco che si poteva ripartire in sicurezza, a trovarsi attorno ad un tavolo a giocare. Il messaggio è arrivato ed è arrivato forte dal nostro mondo: espositori, associazioni e giocatori hanno superate le giuste e doverose perplessità è nel rispetto delle norme hanno riscoperto il piacere e l’importanza di giocare assieme

La dodicesima edizione di Play – Festival del gioco ha visto un susseguirsi di presentazioni : dai giochi di ruolo a quelli da tavolo, dalle miniature alle carte, coinvolgendo oltre cento espositori e decine di associazioni. Quanto è stato complicato riuscire a coinvolgere tutti questi espositori e le associazioni in questo periodo?
Abbiamo costruito un programma con oltre 300 eventi coinvolgendo oltre 100 espositori e più di 50 associazioni provenienti da tutta Italia e non solo. La difficoltà di convincere che si potesse ripartire e lo si potesse fare alla grande è stata davvero tanta e infatti ci sono state alcune rinunce.
Ma il nostro mondo, associazioni ed espositori è stato al nostro fianco nella convinzione che una ripartenza, se poteva esserci, non poteva passare se non da Modena e dal suo Play – Festival del Gioco, l’evento a cui tutti sono senz’altro più legati ed affezionati.

Come direttore artistico di Play Modena, sei soddisfatto di questa edizione dopo un anno di stop?
Certamente. Molto soddisfatto. L’obiettivo, come detto, non era quello di fare numeri stratosferici, che la situazione attuale e le norme di sicurezza non avrebbero permesso, ma quello di fare un evento bello, divertente, di qualità, sia in termini culturali che in termini di intrattenimento, che avesse però tutte le caratteristiche a cui Play – Festival del Gioco aveva abituato il suo pubblico. E questo non sarebbe stato possibile senza lo straordinario lavoro di squadra dei mie compagni di Ludo Labo e dello staff di Modenafiere. Guardiamo però già alla prossima edizione, che già si avvicina perché se l’obiettivo del 2021 era quello di far capire come ripartire, quello del 2022 sarà di farlo davvero alla grande!

Usa 3 aggettivi che descrivano al meglio questa edizione del Festival.
Emozionante, divertente, sociale

Sperando in una ripresa delle attività ludiche “on-site”, quali sono le tue aspettative per il mondo dei giochi per i prossimi 3 anni? Hai qualche idea di come aiutare il settore, soprattutto in ambito italiano, a crescere?
La grande sfida è far capire al mondo, soprattutto quello delle istituzioni, che il gioco è un elemento culturale imprescindibile, anche e soprattutto nella sua versione analogica.
Portare il gioco nelle scuole, nelle aziende, nei centri ricreativi e culturali.
Parlare di gioco ma soprattutto far giocare, non solo i bambini ma anche gli adulti. Questo processo passerà dal far conoscere i giochi moderni, che non sono quelli che facevano i nostri nonni, ma sono un medium culturale e comunicativo attuale, vivo, in continua evoluzione.
Purtroppo il mondo Italiano, soprattutto quello delle istituzioni e della comunicazione, non ha una conoscenza se non superficiale del gioco da tavolo e del gioco di ruolo che non hanno dietro la grande potenza economica che invece hanno altre forme di cultura ed intrattenimento come il videogioco.
Io vedo 3 anni in cui, grazie anche al lavoro di divulgazione fatto da Festival come Play, il gioco da tavolo e di ruolo prenderà una posizione sempre più importante nella nostra società come forma di cultura e mezzo di socializzazione.
E allora il mio oramai consueto “buon gioco” non verrà più visto come un bizzarro e curioso saluto.



Siamo stati veramente soddisfatti e felici di aver visto nuovamente “vita” all’interno di una manifestazione di questo tipo, che possa essere di buon auspicio per il futuro dell’intero comparto fieristico che, negli ultimi anni, ha subito un duro stop.
Ma è finalmente tempo di ripartire, con qualche regola in più, ma sempre con lo stesso spirito di prima.

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