Non provo odio

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Si è chiuso ieri a Caltanissetta, ospiti della Fondazione Sicana e del Nissa Rugby, il ciclo di presentazioni siciliane di Aristide Barraud, autore del libro “Ma non affondo” (Operaincerta Editore).

L’ex rugbista francese del Mogliano, negli incontri con il pubblico siciliano, ha raccontato la sua storia, la storia di un ragazzo cresciuto nella banlieue sud di Parigi, innamorato della palla ovale al punto da scegliere un liceo dove il rugby è al centro del progetto scolastico, per poi diventare un giocatore professionista vestendo le maglie dello Stade Français e della Nazionale Under20 transalpina con cui ha vinto un Torneo delle Sei Nazioni di categoria e partecipato al mondiale giapponese U20, prima di trasferirsi in Italia per giocare con i Lyons Piacenza e il Mogliano Rugby.

In “Ma non affondo” non c’è però solo rugby. In questo libro si parla anche di amicizia, di amore, di famiglia, di pace e di tolleranza. Soprattutto pace e tolleranza. Sì, perché Aristide Barraud è una delle vittime degli attacchi degli integralisti islamici al Bataclan di Parigi nel novembre 2015. Lui viene ferito gravemente, tre pallottole di frantumano la caviglia, gli feriscono una coscia, gli perforano un polmone. Per i medici la situazione è disperata ma Aristide resiste e si salva. Non solo, vuole tornare a giocare e sei mesi dopo le pallottole è nuovamente sul campo di allenamento, nella cittadina trevigiana, a correre e a calciare l’ovale. Ma il rugby è uno sport duro e, nonostante ritornare a calcare i campi sia la cosa che desideri più di tutto, Aristide è costretto ad appendere le scarpette bullonate al fatidico chiodo.

«Non provo odio nei confronti di chi ha ucciso tante persone e ferito me rendendo vani tutti i sacrifici fatti fino a quel momento per poter giocare ad alto livello», ha sempre dichiarato durante le presentazioni. «Con questo libro voglio invece affermare che, come nel rugby, anche nella vita, quando si cade ci si deve rialzare e riprendere a correre. A me le pallottole hanno negato il sogno di giocare con la Nazionale Italiana ma non mi sono fermato a piangermi addosso e invece mi sono messo alla ricerca di una nuova vita. Io l’ho trovata nella scrittura, ma il mio libro non è un manuale di istruzioni, ciascuno deve trovare la propria».

Le presentazioni, tutte belle, partecipate, a tratti toccanti, e tutte svoltesi con il patrocinio del Comitato Regionale Siciliano della FIR, si sono svolte a Ragusa, presso il Teatro Ideal, a dialogare con l’autore c’era il direttore di VideoRegione Salvatore Cannata; a Palermo, presso il Centro Sportivo “G. Mazzola” e poi nell’enoteca letteraria “Prospero”, con l’ex seconda linea palermitana Roberto Pecoraro; a Siracusa, presso la villa Reimann, con il giornalista Prospero Dente; a Catania presso la Biblioteca Navarria, con il direttore di Sicilia Giornale, Roman Henry Clarke; a Caltanissetta, presso la sala conferenze della Fondazione Sicana, con la professoressa Marina Castiglione. La prevista presentazione di Enna è invece stata cancellata per un disguido relativo all’utilizzo della Galleria Civica.

Le richieste per ospitare la presentazione del libro di Barraud erano tantissime (Messina, Trapani, Marsala, Reggio Calabria, solo per citarne qualcuna), ma impegni precedenti hanno impedito ad Aristide di prolungare la sua permanenza in Sicilia. Partendo ha però promesso che non appena gli sarà possibile tornerà per presentare il suo libro nelle altre città siciliane.

“Ma non affondo” si può comunque acquistare sul sito di Operaincerta, cliccando su questo indirizzo: https://www.operaincertaeditore.it/shop/index.php/prodotto/aristide-barraud-ma-non-affondo/

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