“IL CAPPIO DI GIOCASTA” al Teatro Greco Romano di Catania

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Regista Berta Ceglie

Giovedì 23 settembre c.a. alle ore 21,00 nel prestigioso Teatro Greco Romano di Catania, va in scena “IL CAPPIO DI GIOCASTA” di Gaspare Miraglia, all’interno del “Amenanos Festival 2021”, adattamento e regia di Berta Ceglie, coreografie di Giuseppe Bonanno, musiche originali di Maurizio Maiorana, consulenza esoterica di Lorenzo La Spada, costumi di Giorgia Salvo, light designer Elvio Amaniera, collaborazione Les Ballet Company di Emily Maugeri, produzione Alf Leila, arrangiamenti di R. Francesco Minuta, con: Berta Ceglie, Maurizio Maiorana, Filippo Velardita, Sikelja Ballet Company del maestro Giuseppe Bonanno.

Vittima inconsapevole del dio Fato, Giocasta dalla particolarissima tragedia, assolutamente incolpevole ma schiacciata dall’insopportabile dolore si arroga il pieno diritto di decidere per il suo destino con le sue stesse mani. Gli dèi sono stati ingiusti e beffardi con lei che mai nulla di male aveva perpetrato e lei attraverso il “cappio” si arroga il diritto sacrosanto di scegliere la sua sorte attraverso la morte che vuole darsi in qualsiasi momento a lei sembri congeniale. (Gaspare Miraglia – autore)

COREOGRAFIA

Un unico corpo danzante per rappresentare “Colei che brilla di uno splendore oscuro”: questa emblematica frase ha accompagnato ogni mio attimo per la creazione coreografica, perché brillare di uno splendore oscuro è un dono “destinato” a pochi. In danza verranno evidenziate le tinte più forti e luminose di una donna rassegnata al proprio destino. Tutti i danzatori in ogni quadro rappresentano Giocasta. Mi chiedo: Quante Giocasta ancora oggi? Vittime di una società sorda muta e purtroppo anche cieca.

Giuseppe Bonanno

COSTUMI

Nel momento in cui mi sono approcciata a questo lavoro un’immagine mi ha scavato la mente, anzi meglio, una forma: il cerchio. Da questo punto di vista la maternità è veicolo di tale ciclicità; il femminino stesso ha in sé la ciclicità, la gestazione, il mistero della vita di cui la donna è simbolo e            portatrice. La sorte e il fato spesso vengono raccontati come quella ruota di eventi a cui il personaggio mitologico vuole fuggire, ma invano, la ruota/spirale del fato lo riporta al suo destino. L’uomo che cerca di imporsi agli eventi che lo sovrastano e, in questo caso, una donna che, straziata dal suo dolore cerca nel cappio l’unica via d’uscita. Oro e vinaccia sono i colori di Giocasta, la regalità che brilla di uno splendore oscuro. La vita e la morte sotto un unico manto, quello delle Moire che regolano il destino, anche quello di Giocasta e il suo cappio, il suo sentire straziante, coinvolgente ed immortale.

Giorgia Salvo

REGIA

Ho immaginato lo spazio scenico come un luogo da cui attingere energia. Scarno, senza ingombri e gli spazi occupati da fisicità attive. Il Cappio di Giocasta è una Melopoiesi Danzata dove la fusione tra parole, musica e danza è un unico corpo in unico respiro. Gli accadimenti che si susseguono nel Mèlos attraversano i corpi in unico corpo, tutti sono Giocasta, tutti siamo Giocasta senza distinzione di sesso. Ecco perché il perimetro scenico deve essere scarno, ognuno deve confondersi per potersi ritrovare. Tutto si muove e vive attraverso il cordone ombelicale. Tutto dentro un cerchio perché non ha confini. Quando non hai voce ne lacrime quando non sei più e la consapevolezza della tua integrità è la chiave dell’esistenza e scegli per la salvezza. Ci è dato vivere non sappiamo quanto. Non abbiamo il potere di scegliere la fine a piacimento c’è un Ordine supremo a cui non ci si può sottrarre. Giocasta si illudeva di poterlo fare.

Berta Ceglie

MUSICHE

È sconcertante notare, nonostante (o forse a causa di) gli accadimenti e gli avvicendamenti del tempo, le follie umane tornano più forti e virulente di prima. Come il classico fuoco che cova sotto la cenere, avvampa improvvisamente e non lascia scampo. E dopo vent’anni, il fato ha voluto che mi trovassi all’interno del cast de “IL CAPPIO DI GIOCASTA” insieme a Berta Ceglie e gli altri, alle prese con un testo e uno spettacolo che parla proprio della condizione femminile attraverso il volto e la vita di una donna, Giocasta appunto, che non ha scampo ai ricatti impostigli da uomini e dei, scegliendo la morte come soluzione estrema, per liberarsi da una vita che non le dà altre vie d’uscita. E tutto ciò mi coglie impreparato ma anche determinato a proseguire la mia vita di uomo e di artista, sussurrando parole, declamando versi e gridando canti di libertà. Un ritmo sonoro ipnotico apparentemente stridente come sottili artigli penetreranno le nostre coscienze assopite. Allora anche noi saremo Giocasta per sentirne vive le emozioni che tutti ci uniscono.

                    Maurizio Maiorana

Quando Maurizio mi inviò le partiture scritte per Giocasta, ho iniziato ad analizzarle ed a capire il significato che ogni brano avesse nel contesto dello spettacolo. Ho subito aperto quello che io chiamo tavolozza musicale e, in modo naturale, ho accompagnato le composizioni di Maurizio associandole spontaneamente agli strumenti musicali.

             Rosario Francesco Minuta

La realtà delle cose ci viene incontro ogni giorno, si manifesta ai nostri occhi, ci avvolge ogni istante come un abito finemente ricamato ma non sempre però riusciamo a vederne la trama dell’ordito ed a riconoscerne il disegno. Metafora questa della vita e del destino. Giocasta, svelata l’orrenda sorte decide da eroina coraggiosa, più da giusta madre che da dolente sposa, di eliminare il motivo di tanta vergogna ricaduta sul proprio figlio. Decide di essere lei la mano tessitrice che ad opera compiuta taglia il filo dell’esistenza. Ella trasforma sé stessa in strumento della sua stessa morte. Quel filo, quel cordone che fu il suo primo legame con la vita ora lo ritorce contro sé stessa e il filo adesso è un cappio inesorabile. Quel cordone che la legava maternamente al frutto del suo grembo è diventato patibolo dell’umana giustizia. Non basterà aver creato il cappio per mettere fine alla sua vita. Sarà il destino a farlo quando è giusto che sia. Così Giocasta e tutti noi scopriremo che anche il destino non decide secondo una sua volontà ma secondo una legge immutabile che tutto in equilibrio mantiene.

Lorenzo La Spada

Info e prenotazioni

www.tickettando.it

OneGame – Catania

095 3788847

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