L’ippica, tradizione italiana

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Quando si parla di ippica in Italia in molti ricorderanno lo splendido film “Febbre da cavallo” prodotto per la prima volta negli anni ’70 e poi riproposto in versione moderna già nei primi anni 2000. In entrambe le pellicole il protagonista era un eccezionale Gigi Proietti che incarnava come nessun altro il ruolo di malato delle corse dei cavalli, un fenomeno tutto italiano che ha però le sue radici nel Regno Unito. Del resto è in Gran Bretagna che ogni anno ha luogo il Royal Ascot, l’evento ippico più importante del mondo secondo i principali media, che da ormai 300 anni fa la storia di questa disciplina e viene insignito dalla presenza del jet-set britannico in questa località del sud dell’Inghilterra. Ma l’ippica va ben al di là di queste eventi mondani, anzi vive nel quotidiano grazie alle corse più scatenate e veloci dei purosangue allenati non per apparire ma per competere ad altissimi livelli.

Ad esempio, al giorno d’oggi una delle gare più sentite è senza dubbio quella del Prix de l’Arc de Triomphe, che si disputa nel prestigioso ippodromo di Longchamp, nella periferia borghese di Parigi. Nell’edizione di quest’anno uno dei favoriti al trionfo secondo le quote delle scommesse ippiche online in questo evento così importante è  il cavallo proprietà della società Derrick, ossia Sait Mark Basilica, il quale proverà a ben figurare davanti a una platea di appassionati che punteranno sui loro cavalli preferiti. In questo ippodromo ha dunque luogo uno dei gran premi ippici più importanti del continente europeo, dove è nato il sentimento dell’ippica fin da tempi immemori e ancora oggi questa disciplina viene considerata come una delle più nobili da praticare. Oltre gli enormi premi in denaro che una corsa come questa può dare al fantino e al proprietario del cavallo, vincere una gara del genere porta tantissimo prestigio.

Così la pensano da sempre in quel di Siena, dove ogni anno ha luogo il famoso Palio e in ben due occasioni. Quella che forse è la più storica corsa al galoppo di tutto il mondo – sicuramente lo è in Italia – vive di una tradizione folgorante che l’ha resa un evento unico e atteso un po’ come accade per il Carnevale in quel di Rio de Janeiro.  Sebbene alcune fonti storiche parlino delle prime corse disputate nella città toscana già nel 13esimo secolo, le prime testimonianze ufficiali di un Palio disputato in piazza del Campo, luogo dove ancora oggi si corre la corsa, risalgono al 1600, il che rende il Palio molto anteriore a un evento come quello di Ascot. Tradizionalmente questa corsa viene effettuata il 2 luglio per onorare la Madonna di Provenzano e in seguito il 16 agosto, il giorno dopo ferragosto, in questo caso per onorare la Madonna assunta. È anche vero che in caso di alcuni eventi eccezionali viene corso un palio straordinario dopo un consulto tra tutte le contrade, ossia i quartieri, che decidono nello specifico. L’intensità di questa corsa è unica al mondo per la passione che ogni contrada ci mette nel preparare l’evento, dopo il quale il vincitore si crogiola del suo successo per settimane. 

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