Il percorso accademico per diventare criminologo

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Dietro la figura professionale del criminologo vi è l’erronea convinzione che la criminologia rappresenti quel mondo intrigante e coinvolgente messo in scena da molte serie tv come C.S.I.. Niente di più falso. La realtà è ben diversa dalle rappresentazioni cinematografiche e televisive del genere crime-poliziesco. Nell’ordinamento italiano il criminologo svolge ruoli e mansioni diversi a secondo dell’indirizzo di specializzazione che ben si distinguono dal ruolo del Profiler mostrato in TV.

Ma chi è il criminologo? È quella figura professionale che studia l’atto criminoso prendendo in considerazione gli aspetti psicologici sia del colpevole che della vittima, il contesto in cui il fatto criminoso è avvenuto, la eventuale capacità di intendere e volere del reo ecc.

Qual è la migliore formazione da seguire?

Per poter lavorare nell’ambito della criminologia non esiste un corso di laurea specifico. È possibile partire da un corso di laurea in psicologia, sociologia, medicina, scienze biologiche, chimica, fisica, giurisprudenza o ingegneria e solo in seguito valutare l’iscrizione ad un programma di un master in criminologia , che può essere conseguito anche in via telematica. È il caso ad esempio del Master di II Livello in Criminologia e diritto penale istituito da Unicusano, un percorso formativo incentrato anche su analisi criminale e politiche per la sicurezza urbana.

Criminologo: le tipologie

La criminologia non è una branca univoca in quanto si caratterizza per un’anima multidisciplinare. Pertanto si ramifica in diversi settori e dunque mansioni per ognuna delle quali sono richieste specifiche competenze. A prescindere dall’indirizzo di riferimento per il quale sono richieste competenze e conoscenze di settore, tutte le tipologie sono accomunate da particolari skills come propensione al problem solving, spiccato senso critico, ottime capacità di ascolto e analisi. Oltre alle competenze di base, lo studente che voglia specializzarsi in criminologia potrà scegliere diversi orientamenti, in particolare quattro indirizzi, per quattro tipologie di criminologo:

  • criminologo penitenziario: la sua funzione è quella di supporto alle autorità carcerarie attraverso la messa in atto di una serie di strategie finalizzate alla rieducazione e reinserimento del detenuto all’interno della società;
  • criminologo clinico: viene nominato di solito dal giudice per comprendere e valutare se il soggetto, autore del reato, sia nelle condizioni di intendere e volere. Nel corso della sua analisi studia la pericolosità sociale del soggetto reo e quelle che sono state le condizioni e le motivazioni poste alla base del reato;
  • criminologo forense: adotta un approccio volto a studiare quelle che sono le condizioni mentali che inducono un soggetto a commettere un reato. Questa figura funge da supporto per l’avvocato nel corso del processo penale al fine di comprendere al meglio quelle che sono state le dinamiche che hanno condotto all’evento delittuoso;
  • criminologo investigativo: è la figura che più si avvicina al mondo della serialità. Collabora, infatti, con la polizia scientifica analizzando la scena del crimine.

In quest’ultimo caso si potrebbe, dopo aver conseguito il titolo di specializzazione, provare ad entrare nei RIS, o attraverso l’Arma dei Carabinieri a cui bisogna poi procedere ad un concorso interno, oppure mediante un concorso pubblico per il “Ruolo tecnico logistico”.  Per questa funzione non è richiesto l’accesso all’Arma ma è sufficiente possedere una laurea magistrale in uno dei campi di cui sopra.

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