Schio fa suo il big match con la Passalacqua

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È di Schio la prima stagionale di quella che ormai è una classica del basket femminile Italiano. Al PalaMinardi, al termine di un incontro dalle diverse facce, la Famila Schio ha avuto la meglio su una Passalacqua Ragusa che per quasi due quarti ha giocato con il freno a mano tirato e che solo negli ultimi minuti, dopo essere andata sotto di 14 a inizio ultimo quarto, ha ricominciato a giocare come sa e, punto dopo punto è riuscita a portarsi sul -2 a 19 secondi dalla fine ma poi non ce l’ha fatta a completare il prodigioso recupero.

L’inizio di partita è di marca ospite, con Ragusa che sembra contratta e non riesce a sviluppare il suo gioco fatto di difesa e velocità. Al contrario, nei primi minuti da parte delle biancoverdi si vedono solo errori e falli. All’8:02 il tabellone senza 2-7.

Poi le ragazze iblee si sciolgono, recuperano e si portano anche avanti di uno (10-9 al 6:05). Poi si gioca punto su punto ed è un continuo sorpasso e risorpasso. Si va al primo riposo sul 19 pari, dopo che nell’ultimo minuto la Passalacqua aveva provato ad allungare (19-14) ma poi era stata ripresa dalle avversarie.

Il secondo quarto comincia come si era chiuso il primo, con i due quintetti che si superano a vicenda.

Al 6:34 una tripla di Marzia Tagliamento porta avanti la propria squadra (28-27), poi l’attacco di Ragusa si inceppa e devono passare ben sei minuti e venti secondi per smuovere lo score delle iblee. E fortuna che anche Schio ha, almeno parzialmente, le polveri bagnate (per le scledensi il “digiuno” è durato “solo” quattro minuti e dieci secondi) altrimenti al riposo lungo il distacco sarebbe stato ben più ampio del -6 con il quale si è chiuso il secondo quarto (30-36). Gli ultimi 6 minuti di questo quarto più che a basket è sembrato si giocasse a “Ciapa no”, il tressette a perdere.

Al ritorno sul parquet la musica sembra la stessa: Schio che corre, Ragusa che arranca. E così, azione dopo azione, il vantaggio delle ospiti si fa sempre più ampio, fino ad arrivare, al 3:11, al +18 (37-55), massimo vantaggio dell’incontro. Con l’aggravante che la Passalacqua si carica anche di falli.

Per fortuna però negli ultimi due minuti di questo quarto le ragusane sembrano iniziare a svegliarsi dal letargo in cui erano cadute. Il terzo periodo si chiude sul 45-56. Forse c’è ancora la possibilità di ritornare in partita.

La Passalacqua ci crede, la partita si accende, ma il divario sembra cristallizzato sugli 8 / 12 punti. Non appena le biancoverdi danno l’impressione di poter avvicinarsi, le arancioni ristabiliscono le distanze.

Al 4:10 il tabellone indica il 53-65. È il momento in cui inizia il lento ma costante recupero ibleo.

Al 3:29 si torna sotto i 10 punti di scarto (57-65); al 3:00 il divario scende a -6 (59-65); a 1:57 siamo a -4 (63-68). Adesso ci credono tutti, giocatrici e spettatori. A spegnere gli entusiasmi, a far diventare il sogno un incubo ci pensa però la orange Kitija Laksa, che a 1:28, con il contasecondi che sta per arrivare allo zero, mette la classica tripla della disperazione: 61-68.

La Passalacqua non vuole però darsi per vinta e a 37 secondi dall’ultima sirena si riporta a -5 (63-68). Poi recupera palla e Nicole Romeo, a 19 secondi dal termine, imita la lettone avversaria (66-68). Adesso c’è solo da recuperare palla e tornare a segnare un canestro. Ma, tra il dire e il fare, c’è Giorgia Sottana che, prima subisce un fallo, e poi mette i suoi due tiri liberi. La partita si chiude sul 66-70 con tanti rimpianti per le giocatrici di coach Recupido.

Questo il commento di Gianni Recupido al termine della partita. «Sono dispiaciutissimo per il risultato. Contento per la seconda parte della prestazione, ma ovviamente la prima parte non è stata buona. Devo dire che rispetto alla partita con Venezia sono meno arrabbiato, e lo sono perché Venezia è una squadra in difficoltà e Schio invece ci è nettamente superiore. Io adoro le mie giocatrici ma bisogna essere obiettivi: abbiamo allestito un roster lungo, ma la qualità di altri roster ci è superiore. Noi per competere con queste squadre dobbiamo fare qualcosa di straordinario, che è quello che abbiamo fatto oggi nel quarto quarto. Se non facciamo questo non possiamo pensare di competere e invece dobbiamo avere intensità sempre superiore a quella delle altre squadre e dobbiamo giocare in maniera corale. Non possiamo pensare di attaccare queste squadre individualmente. Questo va bene contro le squadre della seconda metà della classifica. Ripeto: sono sicuramente contento della reazione, peccato che la rimonta non si sia concretizzata, ma dobbiamo ripartire dal nostro quarto quarto».

Adesso c’è pausa per le nazionali. La Passalacqua ne approfitterà per fare ambientare Ruthy Hebard che arriverà a Ragusa nei prossimi giorni. Poi sarà la volta di un altro incontro dall’alto coefficiente di difficoltà come quello che vedrà le biancoverdi di scena sul parquet della Virtus Bologna.

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