Ognuno scelga gli intercalari che più gli si addicano ma senza esagerare.

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Buongiorno a tutti, buongiorno agli amanti della lingua italiana alla ricerca sempre di dettagli e peculiarità da mettere in vista. Oggi vi parlerò degli intercalari che spesso e volentieri accompagnano anche involontariamente il nostro parlato informale e formale. Esistono delle paroline magiche, delle espressioni, degli avverbi che ognuno di noi adotta facendone un largo ed in alcune situazioni anche spropositato uso meccanicamente. Queste abitudini meccaniche del parlato comune si chiamano intercalari al plurale ed intercalare al singolare. Ci accompagnano, fanno parte del nostro modo di esprimerci ma, attenzione a non esagerare di essi, perché le nostre espressioni, i nostri discorsi rischierebbero di essere appesantiti ed imbruttiti. Per intenderci al meglio, gli intercalari di largo uso sono i seguenti: praticamente , appunto, allora, quindi, in pratica, hai capito, capisci, come stavo dicendo, assolutamente, in assoluto e tanti altri ancora. Si ripetono come delle sequenze all’ interno delle nostre frasi, le arricchiscono, colmano i vuoti, allungano ma, come si dice spesso, il troppo storpia. Facciamone uso ma non abuso. Piuttosto, quando all’interno dei nostri colloqui scritti e verbali, incombono i vuoti, prendiamo la buona abitudine di utilizzare al posto degli intercalari, la punteggiatura che spesso, ahimè ne viene omessa. Fatta tale precisazione, mi ritengo soddisfatta e salutandovi con immenso affetto, mi congedo da voi tutti. Buon inizio Dicembre e buona grammatica a tutti, amici.

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