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26 gennaio 2022 – di Mirko Stefio, segretario Movimento Siciliano d’Azione

Comunicato MSA

Carissimo signor “governatore”, non ce ne voglia, se la chiamiamo così, ma lei abiura vergognosamente lo Statuto, e non ci rendiamo conto come mai con la medesima veemenza, non abiura i privilegi che questo le dona, sopratutto dal punto d vista economico, poiché qualora l’avesse dimenticato, gliene facciamo ammenda, lei insieme ad alcuni assessori siete paragonati a senatori della repubblica, percependo un lauto e NON MERITATO stipendio, ottenuto col sangue di martiri della libertà, che tanto frettolosamente ha voluto dimenticare, e da buon “elegante fascista” vuole cancellare…

Siamo anche stanchi delle sue inutili quanto puerili incapacità di difendere un popolo ormai allo stremo. Stanchi del suo districarsi in un equilibrio insolito alquanto vergognoso… Non riusciamo a comprendere come possa riposare sulle disgrazie di piccole e medie imprese ridotte all’osso, e ormai giunte al fallimento… mentre lei prosegue disinteressato con il suo lauto stipendio, senza aver avuto la dignità di dimezzarselo… vorremmo tanto che lei potesse venire con le minacciose quanto boriose discriminazioni a vedere i nostri “ridicoli” incassi… Mentre vi divertite allegramente a spalmare “morti” noi stiamo “morendo” silenziosamente per paura di vivere, isolati nella triste gabbia del confinamento ad oltranza, con il suo bene placido, quanto inutile opportunismo politico… Non ce ne faccia un torto se la posizioniamo dopo Ponzio Pilato. Ma Nello Musumeci, “governatore” NULLO di Sicilia, ha agito come il pessimo governatore della Giudea: mettendo le mani sul tesoro del Tempio, rilancia e se ne fotte! Si ha sentito bene se ne sbatte, aumenta lo stipendio della sua giornalista, la sua illustre portavoce, in un momento in cui Noi poveri “umani” siamo in ginocchio, ma non si ferma solo a questo… rilancia da buon giocatore di poker, pare che siate ottimi nel bluff, e addirittura abiura la sacralità dell’identità… Che non si tocca… Non si può e non si deve… Non solo. Ha fatto peggio di Rosario – (n.d.r. Crocetta) – nella gestione della cultura prima e dopo il triste epilogo dell’affaire Battiato: e non era facile. Ma ci è riuscito…! Davvero difficile collocarsi dietro il presidente Gelese… oggi in vacanza in Tunisia… con i soldi di noi poveri lavoratori… E ancora paghiamo le tasse… Eh già.. ha ragione lei… quando dice che lo Statuto d’Autonomia “non ha più senso di esistere” (sono parole sue, dette a Villa Cerami, sede di giurisprudenza, luogo in cui insegnava Antonio Canepa); per gentaglia come voi, lo Statuto non è meritevole… Ve ne infischiate dei nostri debiti, e proseguite nelle vostre pseudo colorazioni da imbarazzanti epiloghi… eh già, perché, ogni volta che colorate la nostra “NAZIONE”, sì, ha sentito bene: la nostra Nazione! Che se non le piace può anche emigrare lei… (magari Dio!). Noi moriamo e falliamo, mentre voi gozzovigliate festosi… Non ha avuto il minimo ritegno nel non dimettersi dopo l’ultima vergognosa sceneggiata, in cui i suoi stessi l’hanno tradita; addirittura “rilancia”…, ma cosa rilancia?????? Ma con che sfacciataggine! Con quale vergognosa supponenza! Lei non è più espressione del popolo… ma solo di se stesso… Noi, come Movimento Siciliano d’Azione, vogliamo essere portavoce del profondo malessere che colpisce l’intero mondo imprenditoriale della nostra sicilia. Siamo stanchi, di essere trasformati in oggetto di sopravvivenza, senza che dal Suo Governo, da Lei, dai Suoi Assessori e dalla maggioranza della rappresentanza politica siciliana, si levi una sola presa di posizione forte per rivendicare, non privilegi, ma, semplicemente, giustizia. Chiudere bar, ristoranti, piscine, palestre, bloccare eventi di ogni tipo, di fatto anche i matrimoni, mentre si moltiplicano gli assembramenti per inaugurazioni, feste in casa, conferenze stampa e quant’altro, è un’offesa all’intelligenza dei Siciliani. E’ chiaro che con le aperture a singhiozzo, con le chiusure insensate, a fronte di un indice di contagio neppure lontanamente assimilabile a quello di altre regioni, si ottiene il solo risultato di distruggere definitivamente l’economia siciliana. Con il suo bene stare… In questo è stato Maestro! Se il piano vaccini è stato fino a ieri un grande flop non è colpa nostra. Se il clima siciliano ci favorisce non è colpa nostra. Anche una crescita dei comportamenti virtuosi ci ha permesso i risultati raggiunti, incredibilmente migliori rispetto al Nord Italia! Per questo e per tanto altro Le chiediamo, finalmente, di rompere il silenzio, di assumere posizioni dure, e di rivendicare, una volta tanto, la nostra diversità in positivo. Sue, e di quanti La collaborano, saranno le responsabilità per il silenzio imbarazzante di questi giorni; silenzio che non può essere certamente lenito da interventi di sostegno, sempre più paragonabili a semplici “elemosine”. E poi, per carità, La finisca di presentarsi dinanzi alle telecamere con quell’oratoria da avvocato anni quaranta: quel periodare lento e pungente, etereo e concreto, metaforico e commediante. Lei è Nello, il governatore. Il grande, ineguagliabile, Tuccio Musumeci non Le si addice. Presidente,(anche se non merita tale appellativo), ci creda… (sto abbassando i toni perché Lei è persona garbata che probabilmente ha smarrito il senno): all’isola ribolle il sangue nelle vene. Ai Siciliani brucia chiudere le proprie attività ed essere gestiti da “Pulentùn”, come se ne avessimo la necessità… Ci faccia il piacere… vada a casa… Sia chiaro, il nome è una questione forse secondaria: del Samonà, se ispirato a ordinovisti e massomafie varie, per i siciliani che hanno respirato di tutto, forse (dico forse) non è l’oggetto del contendere. Diventa “lana caprina”, di contro, se il neo Federico II ha una carta d’identità politica legata al Giussano, all’insulto, all’enigma dei 49 milioni, all’ampolla, in poche parole, se l’amico è salito non sul carro dei vincitori, ma sul carroccio della cultura del disprezzo della dignità meridionale. Sig. Musumeci, lei per aver compiuto la scelta politica più infima della sua navigata parabola politica sarà stato con le pezze al c… È questo il tam-tam che circola. E lo sa pure lei signor governatore. Sa che ha dovuto pugnalare i Siciliani alle spalle per nuovi assetti. È storia antica. E sa di aver deluso. Tanti. Anzi, tantissimi. E adesso mi rivolgo ancora più duramente a Lei, On. Governatore. Caro Presidente, con questa mossa da “apriti-cielo”, Lei ha lacerato un popolo: Lei ha diviso! La Sicilia, che secondo la Sua subdola convinzione dai toni spegni-fuoco e ammazza-polemica addolcita dalle sembianze di una abnegazione operativa per una terra che ancora normale (non bellissima) non è, e che sarebbe stata muta, in realtà ha urlato. Tanto! Forse anche sopra le righe. E non solo sui social, regno dei “poveracci”… Ha litigato nei gruppi dei Cavalieri; nei “corridoi” accademici; nelle piattaforme scolastiche. Nell’anima variegata della destra a Lei tanto cara. Minchia Signor Presidente! Ha creato scompiglio pure tra certi suoi fedelissimi, storditi dall’imbarazzo e dalla rabbia. Tutti logorroici con la stessa parola: delusione. Io ribadirei VERGOGNA. E a proposito degli accademici: se la buona parte è rimasta in silenzio ma attonita, elegantemente fuori dal coro ma sconcertata, ormai disillusa e indifferente, qualche eccezione ha dato sfogo al più colorito dei dissensi. Mi creda! Sono saltati gli equilibri. Per tutti. Pure a sinistra. Ma è stata colpa del Covid e del lockdown. E dei frustrati squattrinati. Adesso Le faccio una confessione. Quando “crocifiggeva” a ragione Rosario Crocetta, assurto spesso ad anima cristologica martirizzata nella storica aula dell’Inquisizione, fustigato dalle sue ornamentali, concrete e invidiate performance oratorie, anche a sinistra gli onesti intellettualmente Le riconoscevano la statura dell’homo politico, lo stile, lo statista che la volontà divina avrebbe collocato, come meritata ricompensa alla sua onorata carriera, sullo scranno costruito dalla quercia delle civiltà: quello di Presidente della Regione Sicilia. Civiltà, Presidente!!! Non “Noi ce l’abbiamo duro”!!! Un nobil uomo come Padre di tutti i Siciliani a prescindere dall’appartenenza. Il saggio. Il moderato. L’onesto! Divenuto poi, per ragion di stato di sopravvivenza politica, il boia della dignità di quanti, tanti, tutti, hanno visto consegnare le tavole dell’identità sicula al re dello stato libero di Papete: La Lega. Mercoledì 12 gennaio, dulcis in fundo, sulla pelle delle Siciliane e dei Siciliani, si è consumata l’ennesima farsa. Come se non bastasse… Subito dopo l’esito del voto utile alla nomina dei delegati siciliani che voteranno per il Presidente della Repubblica delle banane, infatti, l’illustrissimo Presidente della Regione Musumeci, risulta solo terzo, e lei che fa? Non si dimette, anzi… azzera la sua giunta. Nel pieno di una nuova ondata pandemica, del caos sulla riapertura delle scuole, del sovraccarico delle strutture ospedaliere…Certo, in questi mesi Presidente Musumeci, meglio le si addice “Governatore” insieme ai suoi assessori di questa giunta avete dimostrato di non essere all’altezza della situazione… Avete spalmato i morti causati dalla pandemia per evitare misure restrittive, la preghiamo almeno di evitare di spalmare anche … “Minkiate”… quelle rimbalzano violente… Non avete migliorato la capacità degli ospedali o della medicina di prossimità. Avete fallito nella realizzazione dei progetti finanziabili dal PNRR sulle politiche agricole. Vi siete dimostrati incapaci di gestire la questione rifiuti pensando di risolvere tutto con inceneritori inquinanti e dannosi per la natura e la salute delle persone, e potremmo continuare. Davvero non ne possiamo più… Le ricordiamo, qualora lo avesse dimenticato, che la Polizia di Stato in Sicilia dipende direttamente dal Presidente della Regione. L’ex ministro agli affari regionali, Francesco Boccia, definì ciò “incostituzionale”. Qualcuno lo avvisi che a smentirlo ci ha già pensato la Corte Costituzionale e la stessa Costituzione, con la Legge Costituzionale n. 2/194… Siamo davvero stufi!Le sorti della Sicilia e di chi la vive non possono essere ostaggio dei suoi giochi di potere e della pseudo/maggioranza e dei partiti che la compongono. Meritiamo di più…

Antudo!

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