Dom. Mag 22nd, 2022
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L’abilità di operare generalizzazioni appropriate in tempi rapidi su un set di dati inevitabilmente limitato”: il significato del termine intelligenza artificiale nella sua definizione classica sembra estendersi oggi a nuovi campi di applicazione, favorendo l’interazione tra le macchine ed essere umano.

Uno di questi è certamente la finanza, che grazie alla tecnologia e all’innovazione può integrare servizi in grado di modificare il modo di interagire tra banche e utenti e di gestire i capitali.

Il settore finanziario, il fintech in particolare, si evolve per costruire un’offerta sempre più personalizzata

adeguandosi alle esigenze del mercato grazie ai nuovi strumenti di analisi.

Numerosi sono gli esempi di aziende che hanno sfruttato l’intelligenza artificiale per risolvere problematiche e migliorare l’efficienza dei servizi rivolti alla clientela. E sempre più frequenti sono le partnership nate con lo stesso obiettivo, in cui fintech e intelligenza artificiale sembrano unirsi in un connubio perfetto.

Per citarne una, la collaborazione tra Credimi, noto digital lender, e Fido, piattaforma di digital credit & risk scoring, è un esempio di come l’utilizzo della tecnologia e lo studio dei dati renda oggi possibile accedere più rapidamente al credito, riducendo al minimo la burocrazia.

Grazie ad un algoritmo di analisi capace di processare in poco tempo migliaia di informazioni e a potenti insights sui prospect dei clienti, è possibile valutare più concretamente e con più precisione il potenziale cliente attraverso uno score individuale.

Una soluzione totalmente digitale dunque, che consente di snellire le pratiche di finanziamento alle imprese e che dimostra l’alto potenziale della tecnologia nel settore della finanza.

Uno studio condotto da Oracle nel 2021 su un campione di 9.000 imprese e privati cittadini provenienti da 14 Paesi, ha evidenziato nuove priorità tra professionisti e consulenti finanziari, in primis quella di rimodulare i ruoli e le competenze abbracciando strumenti innovativi, come bot, applicazioni e sistemi alimentati da algoritmi e machine learning.

D’altra parte circa la metà delle organizzazioni, secondo i dati dell’indagine, ricorre all’intelligenza artificiale per gestire i processi finanziari e la maggioranza dei manager intervistati ritiene necessario ripensare i propri modelli operativi per non andare incontro ad una perdita di competitività e ad una riduzione della produttività aziendale.

 

Tecnologia e Finanza: il direct lending

L’utilizzo della tecnologia, come si è visto, assume una centralità assoluta nell’evoluzione dei modelli di business e per l’innovazione di prodotti e servizi.

Le nuove competenze emergenti sembrano oggi combinarsi in modalità prima impensate: le principali applicazioni della tecnologia alla finanza interessano soprattutto modelli operativi, che vengono rimodellati rendendo gli istituti finanziari sempre più snelli.

Tali innovazioni coinvolgono ogni segmento del mercato dei servizi bancari e finanziari, dai sistemi di pagamento al campo della consulenza automatizzata per la gestione dei patrimoni, fino alle soluzioni di peer-to-peer financing e crowdfunding per il credito al consumo e alle imprese, senza dimenticare il cloud computing e i big data a supporto dei processi di analisi e valutazione del credito.

Oggi chi sembra beneficiare maggiormente dei progressi della tecnologia digitale sono le nuove aziende Fintech, capaci di sviluppare prodotti bancari ottimizzati e soluzioni in sintonia con la nuova cultura del peer-to-peer. In particolare il direct lending diventa sempre più veloce, specializzato e di facile accesso arricchendosi delle nuove features offerte dalla tecnologia. 

A parlare chiaro sono anche i dati del Report redatto dal Politecnico di Milano in collaborazione con Unioncamere, Italian Fintech e Innexta, secondo cui sarebbero ben 1.7 miliardi di euro i finanziamenti erogati alle pmi del 2020, pari a ben quattro volte e mezzo la cifra complessiva dell’anno precedente. Secondo P2p Market Data il fenomeno sembra non arrestarsi nel 2021, anno in cui ammonta a oltre 2 miliardi il valore dei prestiti stanziati dalle società del lending, tra cui si inserisce ancora una volta Credimi, che si colloca ai vertici della classifica con quasi 1.9 miliardi erogati da inizio attività.

L’opportunità di costituire una rete di servizi per le imprese che consenta l’accesso a fonti di finanziamento alternative, unitamente all’automazione dei processi di raccolta e analisi delle informazioni offerti dall’intelligenza artificiale, rappresentano un vero exploit per le aziende fintech.

Un quadro che è destinato ad evolversi non solo in relazione al miglioramento nella valutazione del merito di credito, ma anche nell’introduzione di nuovi strumenti di monitoraggio sulla dinamica finanziaria d’impresa.

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