Mer. Nov 30th, 2022
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Grandi applausi d’approvazione per il monologo teatrale dal titolo “Kryptonite “ interpretato da Peppe Macauda, Associazione culturale Santa Briganti di Vittoria, con la regia di Orazio Condorelli al Teatro del Canovaccio di Catania all’interno del “Fringe Festival Catania Off” ideato e diretto da Francesca Vitale e Renato Lombardo.

Palcoscenico vuoto, scena essenziale e luci soffuse: si sente la voce del doppiatore di Marlon Brando che parla con la moglie. È l’inizio del celeberrimo film “Superman” con Christopher Reeve, quando si decide di scagliare il neonato sulla terra. Bello l’effetto luci che da il senso dello spazio e il fascino arcano della fantascienza.
Kryptonite è il monologo intimo di un adolescente sincero e a tratti ingenuo, dal carattere mite e fantasioso che compensa le sue insicurezze immaginando di avere i superpoteri di Superman.
Quarantacinque minuti circa di attenzione sapientemente gestita da un bravissimo giovane interprete, l’attore Peppe Macauda, trascinante con quel guizzo fanciullesco che piace e diverte. Tra canto, ballo e recitazione, lo spettacolo risulta piacevole ben cosciente di racchiudere in se un grande ed importante messaggio morale: le difficoltà in questo mondo ci fanno diventare tutti dei supereroi dai superpoteri, tutte persone che ambirebbero volare almeno con la fantasia, liberi da quelle zavorre che i doveri e i problemi attaccano alle nostre vite uccidendo i nostri sogni.
E poi c’è chi è Kryptonite, coloro i quali non faticano e non sognano, coloro che non sono empatici e disprezzano gli altri manifestando superiorità e prepotenza.
Palcoscenico vuoto, scena essenziale e luci soffuse: si sente la voce del doppiatore di Marlon Brando che parla con la moglie. È l’inizio del celeberrimo film “Superman” con Christopher Reeve, quando si decide di scagliare il neonato sulla terra. Bello l’effetto luci che da il senso dello spazio e il fascino arcano della fantascienza.
Kryptonite è il monologo intimo di un adolescente sincero e a tratti ingenuo, dal carattere mite e fantasioso che compensa le sue insicurezze immaginando di avere i superpoteri di Superman.
Quarantacinque minuti circa di attenzione sapientemente gestita da un bravissimo giovane interprete, l’attore Beppe Macauda, trascinante con quel guizzo fanciullesco che piace e diverte. Tra canto, ballo e recitazione, lo spettacolo risulta piacevole ben cosciente di racchiudere in se un grande ed importante messaggio morale: le difficoltà in questo mondo ci fanno diventare tutti dei supereroi dai superpoteri, tutte persone che ambirebbero volare almeno con la fantasia, liberi da quelle zavorre che i doveri e i problemi attaccano alle nostre vite uccidendo i nostri sogni.
E poi c’è chi è Kryptonite, coloro i quali non faticano e non sognano, coloro che non sono empatici e disprezzano gli altri manifestando superiorità e prepotenza.

Il protagonista racconta, con toni pacati, ora convulsi, facendo parlare occhi, mani, anima e corpo attraverso la danza tra le note dell’ appropriata “Rock & Roll robot” di Alberto Camerini, tra le altre, ora seri e addolorati, un’estate di fine anni ottanta nella quale brama ardentemente essere, non come Superman ma Superman in persona, quel timido Clark Kant che nascondeva la sua identità dietro gli occhialoni ed innamorato della sua Lois Lane.
Avere la possibilità di volare alto nel cielo, tra sole, luna e stelle, guardare da altezze immense i tetti delle case, potersi elevare dalla massa che non comprende il tuo animo sensibile, che non comprende l’amore che hai per la tua famiglia, per i tuoi sogni. Volare lontano dalla Kryptonite, da questa gente inutile con il vezzo di prendere in giro il tuo aspetto fisico e prendersi gioco dei tuoi sentimenti, che ti usa violenza verbale definendoti “testa di mulinciana (melanzana)” e fisica. L’unico antidoto contro la Kryptonite è rifugiarsi nei sogni, nei valori diventando artefici del proprio destino accettando il se con le debolezze che ci appartengono e ci fanno essere unici in un mondo di “robot seriali”, automi mossi dal materialismo e dalla spietata legge del più forte.

Grandi applausi e meritati per Peppe Macauda, attore garbato, elegante e vincente sulla scena.

Non rinunciamo mai ai nostri sogni.

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