Dom. Gen 29th, 2023
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Alla fine dell’ottobre scorso è stato celebrato il XX congresso del partito comunista cinese (vedi qui) che ha visto la completa vittoria di XI sotto ogni aspetto. Ma i toni trionfalistici con i quali esso si è svolto non corrispondevano alla realtà effettiva del momento storico che può essere considerato il peggior momento della storia recente cinese dalla fine del maoismo. La economia ristagna, la guerra in Ucraina (vedi qui) con il conseguente appoggio anche se moderato e limitato alla Russia determina incertezza sul futuro della economia cosi come il problema di Taiwan (vedi qui) getta una luce inquietante sul futuro politico. Ma il punto emergente, il più importante del momento è la esplosione della epidemia di covid. Il modo di combatterla è stato vista dalla Cina quasi come una prova di efficienza del regime stesso, un prova della sua superiorità, una specie di competizione pacifica con l’Occidente democratico (vedi qui)

In effetti nel primo momento la Cina è apparsa ben più efficiente dell’Occidente: il regime in Cina è stato in grado di imporre misure severissime, impossibili nelle democrazie occidentali che hanno ridotto i danni della epidemia veramente al minimo, con pochissimi decessi e scarsissima diffusione mentre in Occidente e nel resto del mondo il covid dilagava. Ma il risultato è stato raggiunto con una politica severissima: solo qualche caso provocava un rigidissimo lokdown per decine di milioni di persone. Le vaccinazioni sono andate molto al rilento, piccole le percentuali dei più anziani e quindi dei più esposti perché si sono privilegiati quelli in età lavorativa. Soprattutto il nazionalismo cinese ha impedito di acquistare i prodotto ben più efficienti dell’Occidente e ci si è affidati ai prodotti cinesi di non grande efficacia. Dopo circa due anni la economia è entrata in difficolta sempre maggiori e la gente comunque non ne poteva più. Sono allora scoppiate manifestazioni popolari generalizzate in tutto il paese, una cosa mai vista prima in Cina. Ai tempi di Mao milioni di cinesi morirono di fame per la politica folle del Balzo in avanti voluta da Mao ma incredibilmente non si ebbero proteste e nessuno ne seppe niente o quasi soprattutto all’estero. Ora invece le proteste non possono essere represse con il terrore dei tempi bui e feroci di Mao. A un certo punto il regime ha dovuto cedere alla pressione popolare, una vera novità per la Cina. Quindi rapidamente la severissima politica del contenimento tramite isolamento è stata abbandonata. Ma in una popolazione non adeguatamente vaccinata il fatto ha avuto e può avere conseguenze disastrose. La Cina non fornisce più dati, ha imposto di non considerare deceduti per covid quelli che hanno anche altra patologia. Praticamente questo comporta il quasi azzeramento dei morti per covid perché esso è letale proprio per le persone non più giovani e con patologie e solo raramente, molto raramente risulta letale per persone perfettamente sane.

 Non sappiamo bene cosa stia accadendo in Cina ma da quanto si viene comunque a sapere gli ospedali sono ormai pieni, le farmacie vuote, milioni di persone si infettano ogni giorno e decine di migliaia muoiono, non si riesce nemmeno a cremare i cadaveri. Presumibilmente in Cina il covid dilagherà senza alcun freno coinvolgendo la maggior parte della popolazione e causando molti milioni di decessi.

La sfida pacifica con L’Occidente che sembrava vinta all’inizio ora appare persa. Se consideriamo poi le altre difficoltà che incontra oggi la Cina le conseguenze sono imprevedibili.

 Il regime cinese ha una specie di patto tacito con il popolo: il primo ha una autorità assoluta, indiscussa e indiscutibile ma il popolo vede o vedeva continuamente miglioramenti economici tangibili e stupefacenti.

Si dice che “mai nella storia si sono avuti tanti progressi per numero cosi grande di persone in tempo tanto breve”: ma è ancora vero, ancora la gente in Cina sente questo progresso, un miracolo economico simile a quello provato in Italia nel dopoguerra?

E se questo non fosse più vero, allora che avverrà? Nessuno può prevederlo.

Per il momento quello che più preoccupa l’Occidente è la creazione di nuove varianti che possano investire nuovamente e tragicamente l’Occidente. 

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