Dom. Gen 29th, 2023
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Nel caratteristico spazio culturale “Open” in Via Porta di Ferro a Catania, giovedì 5 gennaio c.a., assistiamo all’elegante ed interessantissima presentazione del quarto libro della scrittrice pugliese Angelisa Loschiavo dal titolo “Il play boy della cuccia accanto”, Giazira scritture.

Modera l’incontro Dario Miele, organizzatrice dell’evento e lettrice di alcuni passi del libro è la bravissima attrice Liliana Biglio la quale dichiara:

“Si conclude la tappa isolana de “Il Playboy della cuccia accanto” di Angelisa Loschiavo – Giazira scritture. Ringrazio coloro che mi hanno aiutata

nell’organizzazione di queste due “prime” in Sicilia: Giorgio Cauchi per essere riuscito ad inserire il primo evento di giorno tre gennaio alla libreria Mondadori di Via Gabriele D’annunzio, senza alcuna esitazione e con naturale senso di professionalità; Amalia Trigona della Floresta , carissima amica che, insieme a Paola Greco, ci hanno accolti nella splendida location di Open.

Dario Miele , creatura preziosa che ha subito detto sì alla mia richiesta di fare da relatore per entrambi gli eventi.

Impeccabile!

E un GRAZIE, a tutti gli Amici presenti, alcuni già lettori della nostra amata Angelisa: Irene Tornabè , Giuseppe Toscano , Fabio Privitera, Francesca Di Stefano , Daniela Caruso e Danilo, Piera Catania , Sara, Lucia, Eleonora e Alfredo, Paola, Laura, Bernardo Tutino Ricceri e Simona Cannì , a questi ultimi miei due Amici, un ringraziamento anche per le foto e i video dell’ultima serata. L’ AMORE ci salva sempre e da ogni cosa”.

Angelisa Loschiavo, classe 75, è nata a Gioia del Colle. Laureata in marketing, attualmente vive a Mola di Bari e lavora nel campo delle comunicazioni. Per tipi di “Giazira scritture” ha già pubblicato “Il blu l’albero e a capo” (2014), Alice (2018), e Il ladro di istanti (2021), romanzo con il quale ha completato la Trilogia della Fiducia.

“Il play boy della cuccia accanto” è un libro ironico che svela vizi e virtù della famiglia allargata, regalando sorrisi e spunti di riflessione profonda sulla complessa psiche degli esseri chiamati umani attraverso gli occhi e la sensibilità degli animali: nulla appare come veramente è, il bello può rivelare bruttezza ed il brutto una disarmante bellezza.

La lettura del libro coinvolge egregiamente i sensi: le percezioni visive, uditive ed olfattive vengono donate al lettore in modo talmente naturale da venire catapultate all’interno di quelle pagine a vivere la vita dei personaggi descritti con una raffinatezza che soltanto la semplicità riesce ad esaltare.

“Cosa fate quando ne avete fin sopra i capelli? Io porto a spasso i cani. Da queste passeggiatine è nata l’idea della bisbetica Nenè e di Ugo, il play boy della cuccia accanto dalla sfrenata libido. Il micro-Spitz che si è eletto vigilante capo d una dimora su tre piani della famiglia più rumorosa e disordinata del quartiere. L’edificio è l’incubo dei vicini poiché occupato da una variegata e compatta massa di umanità: suoceri brontoloni, adolescenti, donne di servizio corazzate, infanti maschi sulla via della pubertà, amiche assetate di vendetta, ex mariti impiccioni, suoceri vip e, non ultimi, i padroni di casa Lori e Jacopo che, per avere un qualche briciolo di intimità, infrangeranno ogni regola (se mai ne esistono di veramente degni) di genitori responsabili ed irreprensibili”.

L’autrice si chiede: “Cosa accadrebbe, intendo se fosse legale eliminare quelli che non ci piacciono e tenere solo i nostri preferiti? Ci avevate mai pensato?

Questa è la domanda che pone ai suoi lettori Angelisa Loschiavo: ci avevamo mai pensato?

Personalmente mai ma, adesso che il pensiero di questa possibilità remota ed utopistica mi viene concesso, posso tranquillamente asserire che l’idea stuzzica la fantasia e provoca in me una sorta di sorriso sarcastico: ne vedo i volti.

Un romanzo “intelligente e sferzante” degno di una mente che “lavora” con raziocinio ma anche con quell’utile ironia che sono convinta sarebbe capace di salvare l’umanità.

La cultura è potenza e rende liberi, qualcuno disse.

E qualcun altro disse pure: “L’ironia è un atto di amore e di libertà; è un aiuto a riconoscere i nostri limiti”.
(Claudio Magris)

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